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Gerola Alta (SO)



Gerola Alta è un piccolo ma importante centro di villeggiatura sito nella vallata omonima, detta anche Valle del Bitto, trasversale della bassa Valtellina. Deve la sua fortuna turistica soprattutto alla collocazione in un'area non particolarmente modellata dall'intervento dell'uomo, cosa che le permette oggi di offrire ai suoi visitatori un ambiente naturale prezioso, ma anche un patrimonio di tradizioni e un calore umano che in altre zone, purtroppo, è andato perso.
Il comprensorio del quale è parte il territorio di Gerola è quello, stupendo, protetto dal Parco delle Orobie Valtellinesi; Gerola ospita tra l'altro il Circo di Trona, area di grande interesse naturalistico, meta di escursioni che, del resto, trovano in queste zone molti altri affascinanti percorsi. Protagonisti dell'insediamento umano sono, invece, ancora i tipici calecc, letteralmente "case-letto", antichi bivacchi per i pastori oggi utilizzati per la produzione dei formaggi d'alpe; notevole nell'abitato anche la duecentesca Chiesa Prepositurale di San Bartolomeo. Chi soggiorna a Gerola Alta in settembre non può assolutamente perdere, infine, la Sagra del Bitto, magnifica occasione per conoscere ed apprezzare un altro tesoro della zona, il bitto, formaggio grasso confezionato con latte intero di mucca e, a volte, anche di capra, che si produce in estate sugli alpeggi circostanti.

Villaggio Pescegallo
Frazione posta a circa 10 km da Gerola Alta, Villaggio Pescegallo è un centro sciistico, di sport invernali e attività alpinistiche. Numerose sono le valli che si aprono nei dintorni, come la val di Tronella, la valle della Pietra e la valle Degallo; le cime piu' importanti sono il monte Ponteranica e il monte Valletto, ma nella zona si trova anche il passo di Salmurano.
Dal piede dell'alpeggio Foppe di Pescegallo, una sciovia porta i turisti alla magnifica conca di Pianone, in prossimità del rifugio Salmurano; da qui un'altra sciovia sale poco distante dalla bocchetta di Salmurano e da quella del Valletto (2125 m). Sui ripidi pendii sottostanti si snodano le piste piu' impegnative della Rocca e della Scala.




Campodolcino (SO)



Pittoresco comune montano della Valchiavenna, in provincia di Sondrio, Campodolcino è meta di turismo estivo e invernale, ottimo punto di partenza per escursioni sulle montagne dell'alta Vallespluga. La località deve probabilmente il suo nome, che compare già nel 1186, alla posizione in zona pianeggiante e aperta.
Capoluogo del comune unico della Valle di S. Giacomo dal XVII sec., un tempo basava la propria economia sui porten, corrieri che collegavano la valle al cantone svizzero dei Grigioni, e sui celebri grapàt (distillatori di grappa). Oggi Campodolcino è un grazioso paese turistico che conserva monumenti di pregio, come la Parrocchiale di S. Giovanni Battista, consacrata nel 1528, restaurata nel 1727 e nel 1844. In frazione Porta Rezza merita una visita anche la chiesetta di S. Gregorio, a Fraciscio la Chiesa di S. Rocco e, a Motta, il Santuario di Nostra Signora d'Europa, con la grande statua della Vergine laminata in oro. Di notevole interesse naturalistico è l' orrido del torrente Rabbiosa, vero e proprio monumento naturale.

Starleggia
Frazione del comune di Campodolcino, Starleggia sembra derivare il suo nome dalla voce dialettale "Sterl", in quanto fin dal 1200 lassu' si portavano a pascolare solo le bestie sterili, cioè "sterlamenta". E' stato in passato centro importante di traffici e comunicazioni verso le vallate vicine e il Mesocco; di qui transitava inoltre una strada lastricata con pietre con la quale si arrivava a Chiavenna, a Ilanz in poco piu' di 16 ore, evitando i pericoli delle gole di Cardinello e dello Spluga. Starleggia, oggi, oltre ad avere nella sua chiesa, costruita nel 1768 e dedicata a S. Filippo Neri e alla Madonna del Buon Consiglio, un pregevole monumento storico, è una base ottimale per escursioni e ascensioni alpinistiche e offre un grandioso panorama sull'altra parte della Valle del Liro: lo sguardo, da qui, può spingersi a nord fino ai Pizzi Mater ed Emet.

Motta Di Sotto
Frazione del comune di Campodolcino, dal quale dista però quasi dieci chilometri, Motta di Sotto si trova in quel territorio della provincia di Sondrio che comprende anche la non distante Madesimo, apparentemente incuneato all'interno della confinante Svizzera. Di Campodolcino Motta sembra una estrema propaggine settentrionale; arroccata a piu' di 1700 metri di altezza, sul pianoro omonimo, dotata di moderne infrastrutture di tipo ricettivo-alberghiero e attrezzata per la pratica degli sport invernali con gli svariati chilometri di piste da sci della stazione Alpe Motta, è oggi collegata al suo capoluogo da una funicolare sotterranea, la SkyEspress. Una maestosa statua di oltre 13 metri di altezza, opera di Egidio Casagrande, si staglia su questo minuscolo centro abitato; la statua è parte di un imponente santuario all'aperto, il Santuario di Nostra Signora d'Europa, che sorge a circa 2000 metri di altezza.

Fraciscio
Frazione del comune di Campodolcino, in Valle Spluga, Fraciscio si trova a poca distanza dal capoluogo ed è per la sua posizione indicato soprattutto agli amanti della montagna: la località si trova infatti immersa in un paesaggio alpino notevole e in posizione panoramica sulla sottostante piana di Gualdera; offre anche discrete possibilità di pratica dello sci alpino e strutture ricettive a conduzione perlopiu' familiare. Oltre questo, Fraciscio vanta la presenza nel suo abitato di documenti interessanti dal punto di vista storico, quali ad esempio la Chiesa di San Rocco, con il suo piccolo campanile isolato, la casa natia del beato Don Guanella e la Casa Bardassa, notevoli esempi di architettura locale.
Curiosità, nelle vicinanze di Fraciscio sorge la cosiddetta Grotta di Lourdes: la grotta fu per così dire "creata" per voto, attorno al 1934, da una donna del luogo che installò all'interno di uno dei caratteristici crotti della zona una statua della Madonna.

Testi tratti da: http://www.turismo.regione.lombardia.it/

Teglio (SO)



Località di villeggiatura estiva e sport invernali estesa alla pendici del Monte Combolo, nel Parco delle Orobie, Teglio domina con la sua posizione il centro della Valtellina; forse per questo ha dato il nome alla valle stessa, se si accetta la derivazione di "Tellina Vallis" da"Tillium"nome latino del paese. Importante dunque, qui, il patrimonio storico-artistico, che parte dalle pietre incise di epoca preistorica, rinvenute nel 1941, per comprendere le prestigiose testimonianze del passato più recente. Si può citare, qui, Palazzo Besta, raro esempio valtellinese di architettura rinascimentale che ospita, oggi, anche il Museo Preistorico. Ancora di età rinascimentale le case Juvalta-Cima e Ongania-Botterini; importanti poi la più antica Parrocchiale di S. Eufemia, edificata nel VI sec., la Chiesetta di S. Pietro, uno dei più significativi esempi del romanico in Valtellina e, infine, l' Oratorio della Confraternita dei Bianchi, sulla cui facciata si ammira una importante raffigurazione in affresco di una danza macabra. Non resta che parlare delle specialità di Teglio: in luglio si potranno assaggiare, nella sagra loro dedicata, i famosi pizzoccheriValgella.

Prato Valentino
Zona prativa della Valtellina sulle pendici del Monte Combolo, Prato Valentino è collegata al suo capoluogo Teglio da una cabinovia e vanta un'ottima ed estesa vista sulla Valtellina, la catena delle Orobie e l'Adamello. Posto tra la Val Rogna e la valle di Boalza, il terrazzo di Prato Valentino è poi anche un punto di partenza per diverse escursioni: dal Rifugio Baita del Sole, punto di arrivo della cabinovia che sale da Teglio, si può infatti arrivare in 6 ore al Pizzo Combolo e in circa 4 ore e mezza al Passo Meden, che conduce in Svizzera. Nelle immediate vicinanze, il capoluogo Teglio, nel cuore della Valtellina, offre invece un ricco complesso di monumenti e testimonianze importanti della sua lunga storia, ma anche il sapore antico delle sue tipicità gastronomiche, tra le quali vanno citati almeno i celebri pizzoccheri.


Testo tratto da http://www.turismo.regione.lombardia.it

EVENTI A TEGLIO


Madesimo (SO)



Madesimo giace nella lunga Val S. Giacomo, che si apre da Chiavenna, verso nord, per chiudersi al Passo dello Spluga, sul confine con la Svizzera; è nota e apprezzata come località turistica per l'ampiezza e l'efficienza del suo comprensorio sciistico, il fascino un po' ottocentesco del centro abitato dove si conservano diverse case d'epoca, la bellezza dei suoi dintorni e l'ottima cucina tipica della Val Chiavenna. Letterati illustri come il Carducci frequentarono in passato il paese e, in particolare, la tuttora esistente Osteria Vegia; dal punto di vista sportivo, invece, il comprensorio sciistico di Madesimo ha visto disputarsi, qui, una delle prime gare di sci alpino, nel 1911, ed è stata apprezzata da sciatori famosi tra i quali Stefano Sertorelli e Zeno Colò, che qui si sono stabiliti come maestri di sci d'alto livello. Nei dintorni di Madesimo si trovano bellezze quali la Cascata di Pianazzo, formata dal torrente Scalcoggia con un salto di 160 metri, il Lago Azzurro e il Lago Emet, ma anche piacevoli mete di escursione come i pizzi Groppera, Tambò e Suretta. Tradizione di Madesimo come di tutta la vallata è, infine, quella legata alla distillazione di liquori e alla produzione di birra.

Pianazzo (Sede Comunale)
Frazione del comune di Madesimo, Pianazzo è una località adatta a un soggiorno climatico estivo come di punto di partenza per escursioni, ascensioni e passeggiate, ma anche invernale, vista la sua vicinanza ai comprensori sciistici di Madesimo e Montespluga. Interessante nell'abitato la Chiesetta di S. Maria Maddalena, risalente al XVII sec. e situata su di un dosso, per arrivare al quale la strada dello Spluga fa una stretta curva. Le maggiori attrattive di Pianazzo sono, comunque, legate al suo territorio. A questo proposito, vale la pena di scendere in macchina per portarsi su di una spianata naturale, sospesa nella Valle del Liro, dalla quale si gode un'ampia veduta sui dintorni. Attira in primo luogo la celebre Cascata di Pianazzo, formata dal torrente Scalcoggia, un tempo molto ricco di acque, che sfocia dalla sporgenza rocciosa sul ripiano di Pianazzo precipitando per circa 180 metri fino a confluire nel Liro. Dallo stesso punto di osservazione si vede con chiarezza, poi, dall'altra parte della vallata, il ripiano di Starleggia, su di uno sfondo di caratteristiche vette seghettate che separano a ovest la valle San Giacomo dalla Mesolcina (Svizzera).

Montespluga
Parte del comprensorio comunale di Madesimo si trova sulla riva dell'omonimo bacino artificiale. Oltre che frequentata stazione di villeggiatura estiva, Montespluga è anche un centro attrezzato per la pratica degli sport invernali, con le sue 4 piste per lo sci alpino e quella per lo sci di fondo che assommano, in totale, a circa 5 km di tracciato. L'abitato conserva, invece, un interessante monumento nella chiesa in pietra viva qui edificata nel XIX sec., particolare anche per la sua altezza contenuta, che le consente quasi di mimetizzarsi coi vicini fabbricati. Pregevole anche il corredo decorativo della chiesa, che conta sulla presenza sull'altare maggiore di una pala a olio raffigurante "San Francesco che riceve le stimmate" eseguita da Giovanni Pock, artista nativo della Boemia e operante per un certo periodo anche a Milano. Una visita a Montespluga non può mancare, naturalmente, di un giro nei dintorni e almeno al capoluogo Madesimo, località ricca di luoghi storici quali la celebre "Osteria Vegia", ma anche di bellezze naturali suggestive come le Cascate di Pianazzo.

Isola
E' probabile che il toponimo Isola derivi dalla collocazione dell'abitato su un dosso intorno al quale, anche in passato, confluivano in torrenti paludosi le acque, non ancora imbrigliate, del Liro e del Febbraro: la particolare morfologia della conca nella quale si allarga il bacino artificiale sembra confermare questa tesi. Isola ha una sua caratteristica dimensione insediativa: le abitazioni hanno spesso bassi portoni a volta, finestre strombate, belle inferriate e altane in legno che proteggono affreschi sbiaditi; sui tetti si infittiscono lunghi camini tipici della zona. La stessa Chiesa dei SS. Martino e Giorgio, principale monumento del paese, ha particolare dignità di forme e si accorda al disegno complessivo dell'aggregato: l'interno dell'edificio ospita, tra l'altro, pregevoli manufatti di argenteria e in particolare due croci astili, una delle quali risale addirittura al X sec. Fuori dall'abitato, in un territorio che offre, lungo l'antica Via Spluga, notevoli attrattive naturistiche e paesistiche e si adatta perfettamente a percorsi escursionistici, si trovano poi gli impianti sciistici di Isola-Madesimo.

Morbegno (SO)



Morbegno è situata allo sbocco della Val Gerola, nel punto in cui il fiume Bitto confluisce nell'Adda. La sua posizione nel contesto valtellinese è sempre stata di grande importanza economica, specie a partire dalla prima metà del Seicento, quando venne aperta la Via Priula, che metteva in comunicazione la Valtellina con la Repubblica di Venezia; la maggior parte dei numerosi edifici civili e religiosi che abbelliscono la cittadina risale infatti ai sec. XVII e XVIII. Per godersi Morbegno si consiglia dunque almeno un giro per le viuzze del centro storico, ricco di negozi tipici, affreschi, bei portali in pietra e balconcini in ferro battuto, come anche una visita alla Collegiata di S. Giovanni Battista, pregevole per la sua scenografica facciata settecentesca. Chi voglia, invece, conoscere meglio usi e costumi del luogo può andare in ottobre alla Mostra del Bitto, durante la quale sono esposti i caratteristici pezzotti, tappeti valtellinesi, assieme ad altri prodotti tipici della tradizione artigiana locale, legata alla lavorazione del legno, del ferro battuto e della pietra ollare; durante la mostra si potrà anche approfondire la conoscenza di altre peculiarità della zona, come la bisciola valtellinese, i funghi e le castagne e soprattutto i formaggi (malga, latteria e bitto), provenienti dalla Val Gerola.

EVENTI A MORBEGNO

Testo tratto da www.turismo.regione.lombardia.it





Chiesa in Valmalenco (SO)












Posta alla confluenza dei torrenti Lanterna e Mallero, Chiesa in Valmalenco è il centro principale dell'omonima valle. Il territorio che lo circonda è di una bellezza mozzafiato per la ricchezza e la purezza dell'ambiente, la posizione meravigliosamente panoramica e l'abbondanza dei giacimenti minerari, mete di percorsi tematici e luoghi di estrazione della caratteristica pietra ollare, ancora lavorata dagli artigiani del luogo.
Valmalenco è sicuramente un paradiso per gli sportivi: alcune piste da sci, qui, sono state tracciate da campioni quali Gustavo Thoeni e offrono varietà di percorsi e possibilità, dallo sci di fondo allo sci alpino; gli amanti delle escursioni possono poi avvalersi di tracciati preziosi quali l' Alta Via della Valmalenco, come anche della possibilità di ascensioni verso i gruppi montuosi del Bernina, del Disgrazia o dell'Alpe Palu'. Anche l'abitato offre motivi di sicuro interesse, nella sua Parrocchiale della fine del XII sec., nel caratteristico abitato della frazione Primolo e, soprattutto, nel Museo Etnografico e Naturalistico, dove si raccolgono importanti reperti sulla vita e le usanze dei valligiani, lungo un arco temporale che va dalla preistoria al XX sec. Preziosa oasi è, infine, il Santuario della Madonna delle Grazie, centro devozionale degli abitanti del luogo alle cui suppliche fecero seguito piu' volte, secondo la tradizione, eventi miracolosi.

San Giuseppe
Piccola frazione di Chiesa in Valmalenco, dalla quale dista circa 6 km, San Giuseppe si sviluppa su di una spianata morenica, un'ampia conca prativa dell'alta Valmalenco. La posizione rende questa piccola località meta ideale per chi voglia trascorrere una villeggiatura in piena tranquillità, ma anche per gli appassionati di sport di montagna. Impianti collegati alla funivia Chiesa-Alpe Palu' portano, infatti, al comprensorio sciistico di Chiesa, con i suoi circa 20 km di piste tracciate in un ambiente naturale di grande interesse; anche gli amanti delle passeggiate e delle escursioni troveranno sicuramente, qui, interessanti motivi di permanenza. I dintorni di San Giuseppe offrono davvero possibilità innumerevoli, da questo punto di vista: un percorso escursionistico tipico è quello che oltrepassa il cosiddetto Bocchel del Cane, a piu' di 2500 metri di altitudine, consentendo finalmente dopo un percorso suggestivo che attraversa vallate, valica montagne, lambisce laghi e rifugi, la discesa verso Chiareggio.

Primolo
A pochi chilometri da Chiesa in Valmalenco, Primolo sorge su un balcone glaciale, che rappresenta un luogo unico per osservare la valle. Di grande rilevanza per i fedeli di tutta la valle il Santuario della Madonna delle Grazie (XVIII sec.), ornato di una statua lignea, dorata e dipinta dallo scultore settecentesco G.B. Ciotti, e con un altare maggiore decorato a bassorilievi e pannelli dipinti.
Da Primolo partono diverse escursioni, tra le quali verso i laghetti di Sassera, splendidi bacini montani, l'alpe Pradaccio e le cave di pietra ollare. La prima domenica d'agosto la devozione popolare si manifesta in una festa durante la quale vengono accesi numerosi falò alle pendici della valle.

Chiareggio
Posta nella Val Mallero, in alta Valmalenco, Chiareggio è una frazione montana di Chiesa in Valmalenco (Sondrio) posta a 1612 m di altitudine. Grazie alla sua collocazione naturale è un rinomato centro di villeggiatura estiva, punto di partenza ideale per le ascensioni al Gruppo del Disgrazia e per innumerevoli escursioni immerse negli incantevoli scenari naturali dei suoi dintorni. Tappa obbligata sulla Via del Muretto, un tempo direttrice molto trafficata per il passaggio in Svizzera, oggi Chiareggio è riuscita a conservare l'aspetto tipico di un villaggio di montagna. Gli amanti dello sport possono trovare numerose attrattive nel suo territorio: la località è dotata di una pista di sci da fondo lunga 15 km ed è possibile effettuare escursioni a cavallo, in inverno anche con slitte trainate da cavalli.


Livigno (SO)




Si trova in una conca dell'omonima valle, oltre lo spartiacque principale della catena alpina che segna il confine tra il bacino dell'Adda e quello dell'Inn, in un territorio che trova a poco piu' di 10 chilometri dal confine; anche per questo Livigno si trova al centro di una zona extra-doganale fin dal sec. XVI. La costruzione di tunnel per il collegamento alla Svizzera ha grandemente contribuito ad aumentare la vocazione turistica del paese, aprendolo ai mercati nord-europei, anche se questo è sempre stato un importante nodo di comunicazione. Oggi Livigno dispone di strutture ricettive attrezzate, oltre che di prestigiosi impianti sciistici e dei due snow park piu' grandi d'Italia, è ricca di attrattive mondane con le sue discoteche, i cinema e i negozi tax-free, offre manifestazioni caratteristiche e suggestive quali la fiaccolata sulla neve di fine anno, la Sgambeda, maratona internazionale di gran fondo o il torneo internazionale di scacchi; propone, infine, un centro abitato caratteristico, dove le tipiche baitt trovano per contorno un panorama estremamente suggestivo. Curiosità: lo scrittore Giovanni Guareschi inventò i personaggi di Peppone e Don Camillo dopo un soggiorno a Livigno, ispirandosi per quest'ultimo al parroco di Trepalle, Don Alessandro Parenti. Trepalle Frazione di Livigno arroccata sulle Alpi ad una altezza variabile tra i 1900 ed i 2100 m, Trepalle è nota per essere il nucleo abitato permanente piu' alto d'Europa. Si trova fra il passo del Foscagno ed il passo d'Eira ed ha legato le sue fortune sia al commercio extradoganale sia alla bellezza delle sue " bait", le abitazioni caratteristiche a Livigno, dalle cui finestre si dominano la Val di Pila e la Val Alpisella nonchè la Vallaccia. Si fregia del titolo di parrocchiale piu' alta d'Europa, naturalmente, anche la Chiesa di Sant'Anna, eretta nel 1924 sul tracciato di un precedente edificio: conserva all'interno un'ancona lignea del XVII sec. Il forte legame con l'antica tradizione di paese agricolo-montano permette, ancora oggi, di vedere persone che curano con passione i loro pascoli e di gustare i genuini prodotti tipici dei pochi alpeggi rimasti; a poca distanza dall'abitato, grazie ad una comoda seggiovia, si raggiungono poi facilmente gli attrezzatissimi impianti sciistici di Livigno, stazione di prestigio internazionale per quanto riguarda gli sport di montagna; chi visiti queste zone in estate sappia, infine, che questa parte di Valtellina è un vero e proprio paradiso del trekking, della mountain-bike e delle passeggiate a cavallo. Passo Di Foscagno Passo aperto tutto l'anno che collega la valle di Livigno con la valle del Foscagno. Da Bormio, la statale 301 del Foscagno lascia la statale 38 dello Stelvio per terminare a Livigno, dopo aver toccato il passo del Foscagno a quota 2290 metri. La strada, lasciati alle spalle gli ultimi maggenghi di Semogo, penetra in un paesaggio di pini e larici. Poi con un distacco brusco dai verdi intensi delle conifere, il versante nord della montagna si fa di colpo aspro, sassoso, tra chiazze di pascolo d'alta quota e gruppi di pini mughi. Salendo, la valle si delinea piu' ampia e la strada corre verso il passo che s'intravede in lontananza verso nord ovest. Il passo di Foscagno segna l'inizio della zona extradoganale ma anche il passaggio dal bacino dell'Adda a quello dell'Inn che fa parte del sistema danubiano. Qui il paesaggio si fa piu' aspro: pascoli sassosi e frequenti terrazzi morenici in un clima e in un ambiente completamente diversi. Superato il valico ed entrati nel bacino Inn-Danubio, la statale prosegue e dopo aver superato l'abitato di Trepalle raggiunge il passo d'Eira.




Passo d'Eira
Nei territori dell'alta Valtellina, nella provincia di Sondrio, si può salire fino al Passo d'Eira, affascinante località da cui si gode un magnifico panorama sulla conca di Livigno e su tutte le montagne che la sovrastano. Alcuni alberghi, un parcheggio e uno skilift danno all'abitato le possibilità per essere un buon punto di partenza per passeggiate estive e sciate invernali; anche i paesi dei dintorni offrono diverse opportunità. In primo luogo, infatti, Passo d'Eira non è distante da Livigno e, quindi, una semplice gita permetterà di apprezzare l'ambiente mondano e le numerose possibilità di divertimento per le quali questo centro è conosciuto a livello internazionale; spostandosi ancora, stavolta verso l'abitato di Trepalle, si avrà la fortuna di visitare quello che è il nucleo abitato permanente piu' alto d'Europa.

Testi tratti da http://www.turismo.regione.lombardia.it

EVENTI A LIVIGNO




Bormio (SO)
















All'incrocio tra Valfurva e Valle dell'Adda, poco distante dal confine con Austria e Svizzera, Bormio unisce alla bellezza delle sue valli una storia prestigiosa e una vocazione turistica di antica data, che conta oggi su impianti sportivi e strutture ricettive moderne ed efficienti.
Cantato già da Plinio il Vecchio per le terapeutiche proprietà delle sue acque termali, il paese vanta origini antichissime e fu poi, in età medievale, comune longevo e importante; ancora oggi può considerarsi centro della " magnifica terra", l'area di Valtellina che ospita, tra l'altro, il Parco Nazionale dello Stelvio. Numerose dunque le attrattive del paese: preziosi nel centro abitato monumenti quali la romanica Chiesa di S. Vitale e la quattrocentesca Chiesa di S. Spirito, completamente affrescata all'interno, o ancora il Kuerc, loggia medievale e fulcro della vita civica dell'epoca, e il Museo Civico. Da citare ancora la presenza delle terme e le innumerevoli possibilità di escursione, verso i ghiacciai dello Stelvio o le spettacolari Cascate del Braulio. Il fascino mondano di Bormio si concentra attorno alla pittoresca Via Roma, mentre le tradizioni del luogo vengono ben espresse in occasioni quali il Palio delle Contrade o i Pasquali o, ancora, la festa patronale di luglio; immancabile infine, per chi visita il paese, un assaggio a specialità locali quali la bresaola, i funghi e il famoso amaro Braulio.
I.A.T. Bormio
Via Roma, 131/B
23032 Bormio (SO)




Aprica (SO)
















Situata nella media Valtellina, sviluppatasi sull'omonimo passo che separa i bacini dell'Adda e dell'Oglio, oltre che la Provincia di Sondrio da quella di Brescia, Aprica è stazione di villeggiatura conosciuta ormai a livello internazionale; tra l'altro è stata la prima, in Lombardia, a dotarsi di una seggiovia.
L'abitato si sviluppa nei nuclei di Madonna, Mavigna e San Pietro, quest'ultimo in parte compreso nella provincia di Brescia; da vedere in quest'ultima frazione la chiesa, risalente al XII sec. e arricchita, all'interno, da preziosi affreschi settecenteschi. Alle porte di Aprica si estendono i tracciati degli oltre 40 km di piste da sci che le danno notorietà, raggiungibili con impianti di risalita posti proprio a ridosso dell'abitato. Sempre nel territorio circostante, estremo interesse naturalistico rivestono il Parco delle Orobie Valtellinesi, estesa area protetta e tappa ideale di percorsi escursionistici, che ospita al suo interno l' Osservatorio Eco-faunistico; ancora, da citare la Riserva Naturale di Pian Gembro, prezioso tesoro botanico, come anche la Riserva Naturale delle Valli di S. Antonio. Per chi voglia, infine, farsi un'idea delle tradizioni locali è consigliata una visita, in febbraio, alla Sunà da Mars, tradizionale festa popolare propiziatoria per l'arrivo della primavera, oltre che al Museo Etnografico e Naturalistico, sempre ad Aprica.

Testo tratto da

I.A.T. Aprica
Corso Roma, 150
23031 Aprica (SO)