Visualizzazione post con etichetta Mare in Sardegna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mare in Sardegna. Mostra tutti i post

Bosa (OR)





Bosa in provincia di Oristano in Sardegna è un piccolo borgo a pochi chilometri dal mare che sorge sul fiume Temo. Questa piccola cittadina è forse una delle più affascinanti della Sardegna grazie anche alla varietà del paesaggio.

Il fiume, che è l'unico navigabile in Sardegna , la vicinanza del mare e l'entroterra tra vigneti di Malvasia e percorsi di trekking e attività di kayak sui numerosi torrenti rappresenta una meta ideale per qualsiasi tipo di vacanza.

Oltre la natura circostante, Bosa offre una città ricca di storia. La città vecchia, infatti, si sviluppa in un dedalo di stradine che si arrampicano fino al Castello dei Malaspina che domina la cittadina di Bosa dal colle di Serravalle. Costruito a partire dai primi decenni del XII secolo il Castello è il simbolo di Bosa ed attorno ad esso circolano ancora diverse leggende sia sull'origine sia sui numerosi passaggi che porterebbero ad alcune chiese del paese sottostante.

Bosa per gli amanti della fotografia offre inoltre innumerevoli spunti.

Sulle sponde del fiume Temo è possibile ancora ammirare le antiche concerie “Sas Conzas” che vennero costruite all'epoca dei Savoia e che affacciandosi sul fiume disegnano un paesaggio surreale. A pochi chilometri dal paese, nella spiaggia di Bosa marina, è possibile invece visitare la Torre dell'Isola Rossa di periodo catalano-aragonese.

La città inoltre ha una discreta varietà di piccoli ristoranti tipici che propongono gustosi menù a base di pesce. In particolare l'aragosta alla bosana è uno dei piatti più ricercati del Mediterraneo. La ricca gastronomia a base di pesce è alimentata dai pescherecci che giornalmente salpano dal mare per le battute di pesca ed ancora è facile vedere la mattina sul fiume le piccole imbarcazioni e le reti lasciate ad asciugare. Migliore garanzia di questa?

Per finire questo piccolo excursus su Bosa non è possibile non citare la Malvasia di Bosa, vino aromatico e secco che viene prodotto dall'antichità e che nella guida dell'Espresso 2010 è stato giudicato con il punteggio di 20/20 unico in Sardegna..ovviamente da provare.

Se dovete scegliere un periodo per visitare Bosa..il Carnevale. Unico in Sardegna.
Info:
Comune Bosa:
http://www.comune.bosa.or.it

Residence Sardegna

San Teodoro (OT)



Il Comune di San Teodoro è ubicato nella parte nord orientale della Sardegna, a pochi chilometri dagli scali portuali e aeroportuali di Olbia, si estende per oltre 104 kmq e rappresenta oggi una delle realtà turistiche tra le più note e frequentate dell'Isola.
San Teodoro grazie alla bellezza e unicità della sua Costa e del suo ambiente naturale è ormai da anni la perla della Costa Nord Orientale sarda.
Una rigogliosa e variegata macchia mediterranea si fonde ad un tratto di litorale caratterizzato da scogliere granitiche scolpite dal mare e dal vento, per riprodurre forme che, a volte, sembrano uscite dalle mani di un bravo scultore.
Accoglienti ed attrezzate spiagge di sabbia bianchissima si aprono e si alternano, alcune più piccole, altre più grandi, e scendono degradando, per lasciarsi bagnare da un mare cristallino e trasparente che assume colori e sfumature che vanno dal verde brillante all'azzurro tenue.
In questo contesto naturale di rara bellezza, vive una grande comunità di fenicotteri rosa che ha trovato nella Laguna di San Teodoro il loro habitat naturale.
Tante sono le escursioni e gli itinerari praticabili, differenti per tipologia ed interesse, come l'Area Marina Protetta con l'Isola di Tavolara, i Giardini di Punta Molara, Coda Cavallo e Puntaldia, o nell'entroterra il massiccio di Monte Nieddu.

COSA VEDERE
Il litorale offre un'infinità di piccole spiagge protette da pittoresche scogliere granitiche e circondate dalla macchia mediterranea rigogliosa e profumatissima. In alcune di queste cale solitarie la natura si è divertita a scolpire e plasmare monumenti di roccia dalle forme fantastiche e bizzarre.
Nella zona di Montipitrosu, nella località Punta Molara, si trova il "Giardino della macchia mediterranea", un'area di interesse botanico, geologico (grandi rocce tafonate) e paesaggistico.
San Teodoro non è solo mare, ha infatti zone umide di grande interesse, come il grande stagno, ricco di pesce pregiato e popolato da un'avifauna ed ittifauna numerosa e svariata.
Molto belli e interessanti gli stagni minori di Ghjlgolu, La Pipara, Brandinchi, l'Isuledda ecc.
Ma San Teodoro è anche campagna, colline pittoresche popolate di vecchi stazzi e, infine montagna: il Monte Nieddu, il grande massiccio granitico che chiude a sud la Gallura, con Punta Magghjóri che raggiunge i 970 m.




Palau (OT)













Palau
(in gallurese Lu Palau) è un comune della provincia di Olbia-Tempio.
Palau è situata in una delle più scenografiche ramificazioni della costa nord-orientale della Sardegna, nelle vicinanze della famosa Costa Smeralda, in Gallura, di fronte all'isola della Maddalena. Il paese si contraddistingue per coste artisticamente modellate dalla natura e uniche al mondo.
Costituisce il porto di accesso per le isole dell'arcipelago della Maddalena, il paese deve la sua fortuna anche alla ferrovia a scartamento ridotto Sassari-Tempio-Palau. La vita ruota attorno ai moli e agli ormeggi del porto turistico.
L'origine del suo nome risale al XIV secolo quando i pescatori del luogo indicavano col termine ''parago'', da cui ''Parao'', i punti della costa ritenuti più sicuri e ben riparati dal vento. Il promontorio palaese, come tutto l'arcipelago della Maddalena era noto fin dai tempi del geografo greco Tolomeo, che nelle sue cartografie soprannominava il sito ''Arcti Promontorio''.
Sulla costa, da un'estremità all'altra del paese, si susseguono le spiagge alternate a tratti di costa granitica: in corrispondenza del paese, nell'entrata principale venendo da Olbia si trovano rispettivamente le spiagge: la "Sciumara", seguita subito dopo da una grande costa rocciosa di "Acapulco" ed a seguire le spiaggette di Porto faro, attaccate alla pineta ed alla spiagga di "Palau Vecchio". Dopo il porto, e quindi nell'altra metà del paese, troviamo la spiaggia dell'"Isolotto" spezzata per metà da un'altra grande pineta. Partendo dalla penisola di Coluccia, si trova la spiaggia enorme dell'Isola dei Gabbiani, un lembo di terra sabbiosa spezzato dalla foce del fiume liscia, di circa 2 chilometri seguito dalla penisoletta omonima. Tutte le spiagge sono folte di vegetazione tipica della macchia mediterranea come L'olivastro, il pino marittimo, il finocchio marino, il mirto, la ginestra, il rosmarino, il finocchietto selvatico, la lavanda selvatica, il corbezzolo, il lentischio, il cisto marino, l'elicriso, etc.
Le coste sono frastagliate e rocciose, una grande pineta si trova nella spiaggia di Palau Vecchio e un'altra di uguale misura situata nelle colline sovrastanti il paese.
Poco fuori dal paese è situata la Fortezza di Monte Altura, una fortezza militare sopraelevata che serviva come punto di vista panoramica dell'intera zona marina circostante, costruita in 2 anni tra il 1887-1889 e visitabile dai turisti. Sempre in zona Punta Sardegna si trova Porto Raphael, ampia zona fitta di macchia mediterranea dove si trova un importante porto per yacht e numerose ville blindate di personaggi importanti.
Nei pressi del paese si trova il promontorio di Capo d'Orso, culminante in una grande roccia scolpita dal vento, una collina granitica di 122 metri modellata dagli agenti atmosferici, famosa per la sua forma di orso e visitata ogni anno da migliaia di persone; l'orso è raffigurato come stemma comunale del paese. Tolomeo, nelle sue cartografie denominava il sito della roccia "Arcti Promontoria" tradotto " Il promontorio dell'Orso".
Di notevole bellezza vi è la Batteria del Monte Altura, in posizione panoramica raggiungibile attraverso la strada che conduce a Porto Raphael. La bellezza delle sue spiagge è inoltre compensata dalla affascinante bellezza del piccolo centro. Durante la notte il visitatore potrà sicuramente spendere la serata in uno dei numerosissimi locali notturni presenti nel paese.


Santa Teresa Gallura (OT)
















Santa Teresa Gallura
(in gallurese Lungòni, in sardo Lungone, in bonifacino Lungùn) uno dei gioelli turistici della costa settentrionale della Sardegna, per lungo tempo è stata frequentata solo dagli avventurieri che battevano le bocche di Bonifacio. Notizie incerte si hanno di due insediamenti romani: "Longon!, che peraltro ha dato il nome all'insenatura di Porto Longone, e "Tibula", nei pressi di Capo Testa, dove si trovavano diverse cave di granito.
Più chiaro è il quadro medievale: i Pisani avevano una stazione marittima nella vicina baia di S. Reparata, ma il castello, fondato sembra da Eleonora d'Arborea, venne demolito nel 1418. A un lungo abbandono seguì la colonzzazione piemontese del 1808. La necessità primaria era in quel tempo quella di porre freno al contrabbando ma anche di presidiare un'area appetita alla Francia di Napoleone.
L'abitato, cui venne imposto il nome della regina, presenta un impianto a scacchiera caratteristico degli insediamenti sabaudi nell'isola, ed è incentrato su Piazza Vittorio Emanuele II, oggi animata da negozi e caffè e punto di incontro di abitanti e turisti. Da qui si raggiunge in breve il promontorio roccioso dominato dalla Torre Longosardo (XVI secolo) alla quale si accedeva per una scale che veniva ritirata da una porta aperta a metà altezza. Dall'alto si apre il panorama a destra: le pareti verticali che cingono l'insenatura di Porto Longone; a sinistra, le rocce che precipitano nella spiaggia della Rena Bianca e l'isola Monica circondata da scogli (raggiungibile a piedi per la scarsa profondità del mare); all'orizzonte, le coste della Corsica e le case di Bonifacio.
Santa Teresa Gallura è una meta turistica molto ambita, il paese è caratterizzato da basse costruzioni.
La cittadina è facilmente raggiungibile, dal porto e dall’aeroporto di Olbia, in meno di un’ora di macchina; dal porto di Porto Torres poco più di novanta minuti; circa due ore dall’aeroporto di Alghero.




Dorgali (NU)



Dorgali è tra i comuni più estesi della Sardegna, 225 kmq di territorio, ed è tra i più fortunati grazie alla varietà del paesaggio. Il mare cristallino del Golfo e le incontaminate montagne del Supramonte costituiscono il suo invidiabile patrimonio naturale.
Un territorio vastissimo che ospita una natura sempre varia e diversa, dalle desolate estensioni del Supramonte alla dolcezza delle valli coltivate a vite per finire con gli altipiani basaltici del Gollèi dove si alternano il pascolo e la coltivazione della vite e dell'ulivo. La campagna dorgalese è un insieme di spazi aperti ornati ed abbelliti dalle opere dell' uomo: i caratteristici ovili in pietra e legno di ginepro utilizzati dai caprai, le numerosissime chiese campestri testimonianza di una forte attenzione della comunità al divino e al mistero del sacro. L'allevamento, l'agricoltura, la storia civile e sociale moderna (basti pensare alla legge delle chiudende) hanno modellato, in armonia con le leggi naturali, il paesaggio delle campagne circostanti. Natura e cultura da scoprire per comprendere lo spirito di una comunità, che nella sua storia millenaria ha rispettato e conservato con equilibrio il suo incredibile ambiente naturale.
Dorgali è considerato il capoluogo dell'artigianato e soprattutto del turismo della Barbagia grazie alle particolarità del suo ambiente naturale ed alla fama turistica della sua frazione marina Cala Gonone, dalla quale si possono raggiungere le più belle cale lungo la costa del Golfo. Artigianato, agricoltura, allevamento e turismo sono i punti forti dell'economia dorgalese che si caratterizza per l'integrazione e gli stretti legami tra i diversi settori economici.
La cantina sociale, il caseificio, l'oleificio, i panifici di "pane carasau" (carta da musica) e le numerose pasticcerie sono il fiore all'occhiello della sua economia agricola che pur accettando le innovazioni tecnologiche non rinuncia al sapere e ai sapori della tradizione. Sapere e fantasia che si ritrovano nei laboratori artigiani specializzati in differenti lavorazioni (filigrana, ceramica, tappeti, pelli, coltelli, legno) che trovano un'elegante dimora nelle vetrine delle botteghe che si affacciano sulle vie principali del paese. Il turismo ha contribuito alla conservazione di attività e di mestieri antichi. Le nuove generazioni di artigiani, pur nel rispetto delle forme classiche, hanno contribuito all'affermazione di nuovi ed originali stili espressivi. Un ricco giacimento culturale, facilmente visitabile e fruibile, è costituito dagli innumerevoli siti archeologici preistorici che costellano i dintorni del paese, che può vantare l'esistenza di ben due musei: il civico archeologico ed il museo Salvatore Fancello, dedicato al giovane ceramista deceduto durante la seconda guerra mondiale.


Cabras (OR)















Cabras
(in sardo Crabas) è una cittadina della provincia di Oristano da cui dista pochi chilometri, nella regione del Campidano di Oristano sulla riva sinistra dello stagno omonimo, uno dei più grandi di acqua dolce della Sardegna noto per la presenza di numerosi uccelli acquatici fra cui i fenicotteri rosa.
Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Riola Sardo e Nurachi e a est con Oristano. A ovest invece il territorio si affaccia sul mare, con un'articolazione costiera di circa 30 km che comprende al suo interno la penisola del Sinis e i due isolotti disabitati di Mal di Ventre e del Catalano. Particolarmente affascinanti sono le spiagge della penisola del Sinis, un litorale ancora per larghi tratti non costruito nel quale spiccano per bellezza le bianche distese di sabbia di Is Arutas.
Cabras con le sue case ad un piano ha conservato l'impianto antico, ha un'economia basata principalmente sulla pesca che si svolge nello stagno in cui sono presenti numerosi allevamenti ittici. I pescatori sono riuniti in cooperative e pescano soprattutto muggini. Prodotto tipico della zona è infatti la bottarga, uova di muggine essicate e salate che vengono commercializzate in tutta italia come prodotto tipico.

San Salvatore di Sinis
Le bianche case dei pellegrini, dette cumbessias, circondano la chiesa campestre di San Salvatore costruita su l'omonimo ipogeo, un pozzo sacro utilizzato in epoca preistorica per il culto delle acque. Esse vengono abitate per nove giorni all'anno, a cavallo tra agosto e settembre, in occasione della novena per la festa del santo.

San Giovanni di Sinis
Al limitare della penisola del Sinis vi è la località balneare di San Giovanni, un tempo famosa per le caratteristiche baracche dei pescatori costruite in legno e giunco. Oggi ne rimangono solo alcune: il gruppo più numeroso è a oriente della statale, poco distante dagli scavi di Tharros, uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna.