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Grotte di Santa Croce a Bisceglie (BT)

Situate a circa sette chilometri dal centro urbano di Bisceglie, sulla riva destra della “lama” di S. Croce, furono scoperte nel 1934 dallo studioso biscegliese Francesco Saverio Majellaro, il quale era alla ricerca dei primi luoghi di culto dei Martiri protettori della città. La grotta più grande si sviluppa in un corridoio percorribile per un centinaio di metri con larghezza e altezza mediamente intorno ai dieci metri; essa fu oggetto di studi nel ventennio successivo da parte dello stesso Majellaro in collaborazione con i Professori Cardini e Cassoli dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana. Gli scavi dell’epoca misero in luce all’interno della grotta strumenti litici del Paleolitico Medio, ricavati da fauna di ambiente arido e caldo quali cavallo, rinoceronte, leone, iena, orso e cervo e ceramiche dell’età del Bronzo medio e del Neolitico antico.

Il 25 agosto 1955 si fece una scoperta eccezionale: fu rinvenuta una porzione di femore appartenente all’uomo di Neanderthal di un individuo adulto, di circa 80.000 anni fa, unico esempio in Italia.

Dopo anni di oblio ed incuria, nel 1990 iniziarono le visite guidate e nel 1997 l’Università di Siena riprese gli scavi. Si rinvenne una stuoia in fibre vegetali integra, di forma quasi ovale con diametro maggiore di 60 cm risalente a 6500 anni fa. Non vi è traccia di pareti quindi si esclude che si trattasse di un cesto. L’intreccio è a spirale con base a chiocciola (tecnica diffusa ancora oggi) mentre il bordo è rifinito da un filo attorcigliato di materiale vegetale che si allunga per fare anche da manico. L’altro manico è purtroppo andato perduto nel corso di scavi clandestini. La presenza di manici le conferisce una probabile funzione di borsa floscia adatta al trasporto di derrate alimentari. Il reperto è straordinario perché è il più antico reperto ad intreccio in Italia ma anche perché reperti del genere si conservano soltanto in zone molto umide e prive di ossigeno o in zone molto aride. Nel 1998 grazie all’uso dei radar si rinvennero due nuovi piccoli ambienti ricchi di stalattiti e concrezioni ma non vi fu il ritrovamento di alcun reperto. Nello stesso anno la Grotta di S. Croce aderì all’Associazione Grotte Turistiche Italiane.

Santa croce

La Grotta di Ispinigoli - Dorgali (NU)



Le montagne calcaree che caratterizzano il paesaggio di Dorgali, il tempo e l’acqua hanno scavato, inciso e levigato, formando canyon, grotte e caverne sorgenti carsiche e doline.

E’ in questo ambiente che una delle più maestose d’Europa si trova appunto la Grotta di Ispinigoli, a pochi chilometri dal centro abitato. Si accede dall’alto ad una grande sala ricchissima di concrezioni e stalattiti. Al centro un’impressionante colonna calcarea alta 37 metri che unisce il pavimento al soffitto.

Da circa trent’anni meta di turisti provenienti da tutto il mondo. La Voragine fa parte di un articolato complesso carsico Ispinigoli-San Giovanni Su Anzu-Sos Jocos, tre grotte comunicanti tra loro per circa 15 km. il punto più alto appunto è quello della voragine di Ispinigoli o ”Abisso delle Vergini”.

E’ riconosciuta come una delle cavità carsiche più belle d’Europa.

Grotta Gigante - Trieste

Grotta GiganteGrotta Gigante

La Grotta Gigante sul Carso Triestino è stata di recente ufficialmente classificata
come la cavità turistica più grande del mondo.

Scoperta nel 1840, ai primordi delle esplorazioni pe la ricerca di acque sotterranee, fu rilevata dagli speleologi nel 1890 e attrezzata per le visite al pubblico già nel 1908. E' costituita da una immensa caverna in cui confluiscono, a varie quote, alcune ampie gallerie: è quanto resta di una antichissima rete fluviale abbandonata dalle acque alcuni milioni di anni fa. Crolli e riempimenti avvenuti nelle epoche successive hanno profondamente modificato l'aspetto originario: attualmente la cavità presenta una ricca elaborazione concrezionaria giallo-rossastra con coperture calcitiche bianche più recenti.

Stalattiti costellano l'immensa volta e imponenti stalagmiti risorgono un po' dovunque coprendo grandi blocchi rocciosi e altri depositi. Spiccano tra le altre la bella ed elaborata Palma e la maestosa Colonna Ruggero alta una decina di metri.

Un agevole percorso turistico, con una speciale illuminazione artificiale, porta in evidenza la grandiosità, la ricchezza e la variabilità delle forme di questo particolare ambiente ipogeo. L'uscita dalla grande caverna avviene attraverso un percorso che si inerpica lungo un ardito ma sicuro sentiero situato nella parete di fondo. Si raggiunge così la volta e, attraverso una galleria artificiale ed una galleria naturale, in breve si ritorna in superficie.

Particolarità esclusiva della Grotta Gigante sono i pendoli orizzontali, una strumentazione scientifica unica al mondo, sensibilissima, costruita dai ricercatori universitari per rilevare i più minuti movimenti della crosta terrestre, principalmente quelli legati alle così dette maree terrestri.

La Grotta è gestita dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie (sezione di Trieste del Club alpino italiano) il gruppo speleologico più antico del mondo fondato più di 120 anni fa, nel 1883.

Per informazioni e orari di visita
http://www.grottagigante.it

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La grotta Gigante a Trieste

PUGLIA
Grotte di Santa Croce a Bisceglie (BT)

SARDEGNA
La grotta di Ispinigoli a Dorgali (NU)
Gola di Gorroppu a Dorgali (NU)